Cari tutti,
ho seguito la discussione su Linux vs. Windows...
Personalmente, uso sia Linux Mint 17.3 che Windows 10 (un PC ognuno).
> Facciamoci una domanda diversa, dove e come noi vediamo Linux?
Partirei da questa frase:
There are 2 kinds of people in my world: those who know Unix, Perl, Vim, GNU,
Linux, etc, and those who know COBOL. It gets very difficult for me at
parties, not knowing which group to socialise with :-)
-- Sitaram Chamarty
Io vengo dal mondo COBOL, anche se non ho quasi mai programmato in COBOL. E sono a mio agio con entrambi i tipi di persone menzionati nella frase.
Per una serie di vicende che vi risparmio, mi sono occupato del mondo mainframe dal 1976 al 2003, e del mondo Unix dal 1988 al 2007 (quando sono andato in pensione). Nel 1997, dovendo prendere un PC per casa (in aggiunta a quello della ditta), ci ho messo sopra sia Windows che Linux. Ovviamente la "cassetta degli attrezzi" Unix è molto migliore di quella Windows (e anche di quella del mainframe, incidentalmente). Quindi volevo avere a disposizione a casa lo stesso ambiente che usavo al lavoro (Solaris, ma non solo). Per questo la scelta di Linux è stata "naturale". Ma di mestiere facevo il sistemista. E il mio primo Linux non usava affatto la GUI (e per me la cosa andava benissimo, avevo a disposizione una dozzina di schermi su cui lavorare passando dall'uno all'altro). Ancora oggi, usando Mint, alla partenza partono tre terminali, ognuno con quattro schede, e io vivo felice.
Gli amici (a cui mi capita di dare una mano) usano quasi tutti Windows, e qualcuno usa un PC Apple. Non avrebbe senso per loro usare Linux (non hanno alcuna necessità di programmare, il loro massimo di programmazione è il foglio Excel, disponibile in entrambi gli ambienti). LibreOffice, anche se è un'ottima cosa, non è immediatamente utilizzabile da chi è abituato all'ambiente Office. Passare dei documenti lunghi dall'uno all'altro ambiente evidenzia problemi non sempre risolubili. Viceversa, a qualche figlio di amici, interessato alla programmazione, ho trasmesso il bacillo Linux (e almeno uno di loro ci sta campando).
Se ho cambiato distribuzioni di Linux, è stato per motivi pratici. All'inizio ho usato Slackware, perché mi permetteva di vedere Linux da Windows e viceversa. Sono poi passato a OpenSuse, perché a un certo punto Slackware non riuscivo più a installarlo. E per lo stesso motivo sono passato poi a Mint. Devo dire che Mint mi sembra ben fatto (so che è basato su Ubuntu, che non ho mai provato). I passaggi da una versione Mint all'altra sono stati spesso indolori, solo qualche volta ho dovuto soffrire un po', ma senza mai perdere dati. In ogni caso l'installazione Linux è sempre troppo complessa per l'utente "normale", se non si accontenta di "quello che arriva per default". Io ho una lista abbastanza lunga di "cose da fare" per ricreare "il mio ambiente" quando riparto da un DVD.
Un'altra cosa che non mi sento di imporre agli amici sono due cose che io uso quotidianamente (e sono disponibili tanto in Windows quanto in Linux): Vim e Gawk. Gli amici sono troppo abituati all'editor Word per apprezzare Vim (con cui sto scrivendo queste righe). E Gawk è per loro pura fantascienza (come Perl e Python). Viceversa per me sono degli strumenti splendidi (e sono coinvolto, anche se con dei contributi minimi, all'attività di sviluppo di entrambi). Una schermata MS-DOS è già qualcosa che quasi nessuno capisce ("cos'è quella cosa nera?"), figuriamoci un xterm con centinaia di comandi. Io invece in ambiente Windows ne tengo sempre aperte un paio, e ho anche preparato degli script per semplificarmi la vita. Se davvero mi serve una shell dal lato Windows, ho installato Cygwin, che è lento da far paura, ma fa il suo onesto lavoro.
Esito a tirare delle conclusioni, ma propendo per dire che Linux al momento è "per intenditori". Se dev'essere per tutti, condivido le richieste di semplificazioni avanzate da varie parti.
Ciao, Antonio