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Re: [linux_var] Re: politica e software libero
gio gnome ha scritto:
Ciao, ho scritto, ma poi ho cancellato perche è meglio no fare
polemica politica.
Comunque il formato aperto mi sembra che sia l'opposto di regole di
indipendenza locale, di dialetti, di chiusura al mondo esterno, di
"odio" verso gli altri di altri paesi.
Qui il problema è che il federalismo ha portato piu poltrono, regole
diverse da comune a comune. Pensa ad un geometra o un ingegnere libero
professionista che per ogni comune in cui vuole lavorare devi
studiarsi ogni regolamento edilizio differente!!
Per il resto, impariamo l'italiano che è la nostra lingua ufficiale e
lasciamo perdere i dialetti, (anche io il mio) dato che il futuro sara
di passare dalle attuali 6 mila lingue a circa 500 nei prossimi dieci
anni.
Giovanni
non mi interessa entrare in una polemica politica e propagandistica, che
in periodo elettorale è pure più fastidiosa... (condivido ciò che ha
scritto Wolf L.A.B.)
però c'è una cosa che secondo me, in questa mail qua sopra, non va
lasciata cadere facilmente e secondo me va rigettata con forza.
(per non essere frainteso: gli indipendent--ismi padani, lombardi ecc
non li condivido, quindi non sto "parteggiando" nella disputa
elettoralistica, ma al contrario sto cercando di staccare un concetto
fondamentale da possibili strumentalizzazioni o anche solo dal senso
comune).
Infatti in quella email si dice -da tre punti di vista diversi:
autonomia, linguaggi, differenze, .... se ne possono ricavare altri
probabilmente- che il "formato aperto" coincide con "omologazione" e
"omogeneizzazione" perché è aperto...
(fra l'altro nessuno può legiferare sul linguaggio, neppure -come caso
limite- con un genocidio. Cmq il dialetto è già italianizzato e in ogni
caso non è scrittura, ma oralità--------e questa è solo una parentesi
fuori luogo solo per dire che le ideologie -semplificando/omologando-
finiscono per confondere cose -che vanno prese per quello che "sono"-
allo scopo di dire cosa "devono essere")
cioè si sta affermando -in quella email- qualcosa come un orientamento
di senso del "formato aperto"
che a me pare essere totalmente errato (ripeto, al di là della politica
dei partiti, c'è un livello che è il nostro, di chi sceglie linux).
Al contrario "open" è "differenza" per definizione, è la possibilità di
accesso al codice e di differenziarlo:
per la via migliore? qual è quella migliore?
mi pare che "open" non sia neppure "democratico" in senso tradizionale,
infatti per svilupparsi ciò che è "open" non ha bisogno davvero di
nessuna maggioranza rispetto a una totalità, ma solo di affermarsi
attraverso un consenso spontaneo e senza confini, cioè senza gruppo o
entità già istituita (il fatto che esistano istituzioni che presiedano
allo sviluppo della cosa "open" è un prodotto "open" esso stesso, ma in
quanto "già prodotto" non è il carattere peculiare di ciò che è "open":
prima viene la cosa "open", poi -FORSE- dopo tanto sviluppo e nomade
collaborazione, a causa della dimensione di un progetto ben avviato o
che mostra fin dall'inizio segnali di crescita, nasce l'opportunità
dell'istituzione che possa conservare e far crescere...e che non è
garanzia del suo essere "open" ma solo garanzia -presunta- del suo
crescere e conservarsi..........mi pare semplicemente di descrivere un
fatto banale...)
in breve:
mi sembra grave pensare che "aperto" e "opensource" siano forme di
omologazione e "semplificazione"
o -addirittura più in generale-
che "open" possa essere anche solo "fondato"(ideologicamente, secondo un
insieme "chiuso" di idee), che abbia un "fondamento", che ci sia (per
quello che è davvero, non in una ideologia ma per come accade) un
fondamento di valore nell' ---identità---
il formato aperto non ha un'identità di riferimento, altrimenti sarebbe
semplicemente "chiuso"
(non a caso la formulazione di una licenza che conservi l' "apertura" è
un lavoro duro ed instancabile: una lotta "contro" la delimitazione, è
più una "negazione" della "chiusura" che l'affermazione di un'apertura
in sé. Infatti non c'è bisogno di stabilire che una cosa è aperta, se c'è!)
poi pensatela come volete
a volte le parole hanno il peso dei fatti
quindi ho sentito il dovere(!) di entrare nel merito
saluti
glz
--
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