[Date Prev][Date Next][Thread Prev][Thread Next][Date Index][Thread Index]

[linux_var] Giovanni Impastato venerdi 30 ottobre h 20 - i cento passi



la locandina è reperibile sul sito del comune di Besnate
http://www.comune.besnate.va.it/pages/frameset.htm
Fate girare la mail ai vostri conoscenti.


Giovanni Impastato venerdi 30 ottobre 2009 alle 20.30
ll fratello di Peppino Impastato sara' al teatro - cinema Incontro di Besnate alle h 20.30
Se avete visto il film i Cento passi, conoscete la storia, oppute cercate su wikipedia.
http://it.wikipedia.org/wiki/I_cento_passi

Per la storia di Peppino Impastato potete leggere su wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Peppino_Impastato


Si consiglia di arrivare con 30 minuti di anticipo o anche di piu.
Parcheggiate dove trovate posto.

Sara' presente un servizio di scorta di da parte dei carabinieri o polizia.

Una parte della storia da wikipedia:

Giuseppe Impastato, meglio noto come Peppino (Cinisi5 gennaio 1948 – Cinisi9 maggio 1978), è stato un politico e conduttore radiofonico italiano, famoso per le denunce delle attività della mafia in Sicilia, che gli costarono la vita.

La vita [modifica]

Peppino Impastato nacque a Cinisi, in provincia di Palermo, il 5 gennaio 1948, da una famiglia mafiosa (il padre Luigi era stato inviato al confino durante il periodo fascista, lo zio e altri parenti erano mafiosi e il cognato del padre era il capomafia Cesare Manzella, ucciso nel 1963 in un agguato nella sua Giulietta imbottita di tritolo).

Ancora ragazzo rompe con il padre, che lo caccia di casa, ed avvia un'attività politico-culturale antimafiosa. Nel 1965fonda il giornalino L'idea socialista e aderisce al PSIUP. Dal 1968 in poi, partecipa, con ruolo dirigente, alle attività dei gruppi di Nuova Sinistra. Conduce le lotte dei contadini espropriati per la costruzione della terza pista dell'aeroporto di Palermo, in territorio di Cinisi, degli edili e dei disoccupati.

Nel 1976 costituisce il gruppo Musica e cultura, che svolge attività culturali (cineforummusicateatro, dibattiti, ecc.); nel 1977 fonda Radio Autradio libera autofinanziata, con cui denuncia i delitti e gli affari dei mafiosi di Cinisi eTerrasini, in primo luogo del capomafia Gaetano Badalamenti, che avevano un ruolo di primo piano nei traffici internazionali di droga, attraverso il controllo dell'aeroporto. Il programma più seguito era Onda pazza, trasmissione satirica con cui sbeffeggiava mafiosi e politici.

Nel 1978 si candida nella lista di Democrazia Proletaria alle elezioni comunali. Viene assassinato nella notte tra l'8 e il 9 maggio del 1978, nel corso della campagna elettorale, con una carica di tritolo posta sotto il corpo adagiato sui binari della ferrovia. Pochi giorni dopo, gli elettori di Cinisi votano il suo nome, riuscendo ad eleggerlo, simbolicamente, al Consiglio comunale.[1]

Stampaforze dell'ordine e magistratura parlano di atto terroristico in cui l'attentatore sarebbe rimasto vittima e disuicidio dopo la scoperta di una lettera scritta in realtà molti mesi prima. L'uccisione, avvenuta in piena notte, riuscì a passare la mattina seguente quasi inosservata poiché proprio in quelle ore veniva "restituito" il corpo del presidente della DC Aldo Moro in via Caetani a Roma.

Le accuse e le scoperte [modifica]

Grazie all'attività del fratello Giovanni e della madre Felicia Bartolotta Impastato, che rompono pubblicamente con la parentela mafiosa, dei compagni di militanza e del Centro siciliano di documentazione[2] di Palermo, nato nel 1977 e che nel 1980 si sarebbe intitolato proprio a Giuseppe Impastato, viene individuata la matrice mafiosa del delitto e sulla base della documentazione raccolta e delle denunce presentate viene riaperta l'inchiesta giudiziaria.

Il 9 maggio del 1979, il Centro siciliano di documentazione organizza, con Democrazia Proletaria, la primamanifestazione nazionale contro la mafia della storia d'Italia, a cui parteciparono 2000 persone provenienti da tutto il paese.

Nel maggio del 1984 l'Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo, sulla base delle indicazioni del Consigliere istruttore Rocco Chinnici, che aveva avviato il lavoro del primo pool antimafia ed era stato assassinato nel luglio del1983, emette una sentenza, firmata dal Consigliere Istruttore Antonino Caponnetto, in cui si riconosce la matrice mafiosa del delitto, attribuito però ad ignoti.

Il Centro Impastato pubblica nel 1986 la storia di vita della madre di Giuseppe Impastato, nel volume La mafia in casa mia, e il dossier Notissimi ignoti, indicando come mandante del delitto il boss Gaetano Badalamenti, nel frattempo condannato a 45 anni di reclusione per traffico di droga dalla Corte di New York, nel processo alla Pizza connection.