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Re: [linux_var] Significato del Linux Day nel 2011



Intanto devo complimentarmi per lo spunto di riflessione, la domanda di Morris e' veramente ... non saprei come definirla, se non come molto profonda e ricca di significato.
Dopodiche' quoto totalmente quanto espresso da Nextime, non potrei essere piu d'accordo.

Personalmente ritengo che la superficialita' delle persone sia sempre la stessa, e come anni fa erano i Mhz dei processori il motivo di banfare al bar oggi sono anche i nomi delle distribuzioni e altro. 
Confondere la dimensione del disco con la ram e' tuttora pratica comune, non capire cos'e' un sistema operativo, che compiti svolge, confonderlo con un semplice software...Voglio dire che il tempo passa, ma la gente e' sempre la stessa. La differenza e' che prima questa gente non riusciva nemmeno a installare, oggi si.
Gli installer sono diventati veramente semplici (forse e' meglio dire "automatici") e questo ha portato ad avere un notevole numero di "curiosi" in piu. Non so quanti dei curiosi si siano poi fermati... L'impazienza ormai e' la base, se non funziona tutto a perfezione non va bene e si prova un altra distribuzione.
Oggi le guide su internet si sprecano e praticamente trovi di ogni.
Questo fa si che e' piu semplice "tentare" seguendo guide, piuttosto che avvicinarsi a un lug e/o attendere il linuxday.

Cosa puo' offrire oggi un LinuxDay?
Mah' forse tralasciare tutta quella fetta che al tempo si dedicava per riuscire a "far provare" linux agli altri, (mi viene in mente la burningstation... oggi in edicola con 5 euro hai tutto) l'installazione e le problematiche correlate, (visto che ci riescono tutti a quanto pare) e dedicarsi magari in settori differenti, ad esempio dimostrare come un ufficio possa lavorare tranquillamente senza il bisogno di software proprietario (o quasi)... ma e' un impresa disperata.
Purtroppo credo anche che certe soluzioni vengano valutate ed eventualmente intraprese solo se ce ne sia la necessita'; purtroppo io ho un idea pessimistica della situazione, e ritengo che l' 80% delle aziende italiane usino msoffice e autocad piratato e altro. Questo oltre che a danneggiare le aziende che pagano le licenze ponendole a volte fuori mercato, fa si che non ci sia necessita' di guardare nuovi orizzonti, tanto tutto "fila liscio" cosi (e gli utonti sono contenti xche' hanno la graffetta versione $annocorrente +1)

Dovrebbe essere che chi vende sa cosa vende e perche' e' giusto vendere questo al posto che l'altro, e non in base a quanto sia conveniente vendere, e quello che compra dovrebbe sapere cosa sta comprando ed effettivamente se la "dimensione" del prodotto sia giusta.
Questo succede al fabbro che compra una taglierina per la sua officinetta, sa benissimo che non comprera' mai una macchina gigante che non sfrutterebbe (e che costerebbe cifroni), e il venditore sa benissimo che non potra' rifilargliene una troppo al di sopra delle sue esigenze... Questo succede anche col software? 
La gente che "dovrebbe saperne", sa' o crede di sapere in quanto finora tutto funziona?

Detto questo, il LinuxDay ho paura che abbia senso solo visto nel lato folkloristico... o comunque, va alzato il target.

:)
Christian

P.s. 
Perdonate la lunghezza... Gigi e' chiaramente una sfida alle tue mail! :P