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Re: [linux_var] Diversità di linguaggi sulle nuove piattaforme



Il 28/07/2013 14:50, Elena ``of Valhalla'' ha scritto:
Ciao

http://changelog.complete.org/archives/9082-development-freedom-in-new-platforms

un articolo interessante sulla scarsità di libertà di scelta del
linguaggio sulle "nuove piattaforme" (ciò che non è un PC,
fondamentalmente) e sulle sue conseguenze per quel che riguarda
la capacità di innovare nell'ambito della programmazione.


Si, l'ho trovato molto interessante, e condivido molto di quanto ho letto.

Se dovessimo estendere il discorso riguardo ad Android possiamo dire che se da una parte abbiamo come appassionati di Linux la soddisfazione che grazie a questo sistema operativo Linux (inteso nel suo senso originale, ovvero come kernel) si è diffuso tantissimo, è altrettanto vero che se vogliamo un'interazione col sistema come siamo abituati di solito con i sistemi Linux, o rischiamo del nostro sbloccando il dispositivo, rischiando pesanti conseguenze economiche con la perdita della garanzia e nel caso di qualsiasi guasto (e perciò anche un difetto hardware di fabbrica non correlato a problemi derivanti da un uso non appropriato come root), oppure non lo facciamo e abbiamo un sistema che tutto sommato è blindato nell'interazione non molto meno del per anni tanto criticato Windows.

Si dice che questo viene fatto perchè altrimenti qualsiasi utente si metterebbe a smanettare e poi aumenterebbero vertiginosamente i costi di riparazione in garanzia da parte delle case produttrici. Ok, in parte è vero, come è vero che va tenuto ben presente che non è "GNU/Linux", ma è anche vero che con "Linux" abbiamo sempre inteso un sistema nel quale abbiamo la massima possibilità di sperimentazione, di smanettamento. E Android è tutt'altro che così.

Qualche possibilità in più c'è con i dispositivi Nexus, ma comunque la cosa è sempre molto limitata in quanto si vorrebbe farlo anche con altri modelli.

Con questo discorso potrebbe sembrare che sia andato OT, ma personalmente penso che il restringere le possibilità di interagire col sistema sia una politica generale che si riflette su vari aspetti. Perciò si riflette sul restringere la possibilità di usare vari linguaggi di programmazione per le applicazioni, come si riflette nel restringere le possibilità di interagire in modo più approfondito con il sistema.

A mio avviso, e lo dico da possessore di uno smartphone con Android e da sviluppatore su tale piattaforma, tutto questo va nella direzione opposta di quel senso di libertà che Linux ci ha sempre fatto assaporare, e per il quale ci siamo appassionati ad esso.

Bye :)
Gigi

PS: mi sono focalizzato su Android, essendo particolarmente citato nell'articolo, articolo che potrebbe essere valido comunque anche per Apple e per eventuali altri. Però vista la situazione del mercato, e per il fatto che con Apple penso che ci sia ancora meno possibilità di eventuali aperture, penso che il focalizzarsi sul discorso Android sia pertinente. Nel caso si può comunque fare un fork della discussione... :)

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