Ecco, una riflessione sul punto nodale se interessa "la sostanza",
oppure se si vuole effettivamente risolvere il problema.
Se l'obiettivo è prettamente dimostrativo, temo che una pubblica
amministrazione vi risponderebbe che non ha tempo da perdere. Stando
all'articolo, l'origine del problema è la mancanza di fondi. Non penso
che ne abbiano da investire in un'azione simbolica che, a loro, non
risolverebbe il problema.
Se invece l'obiettivo è risolvere il problema, si entra nei casini di
cui si parlava prima. Ancora una volta, stando all'articolo è la
mancanza di fondi il problema --- non la mancanza di software. Ora, il
punto è capire se la soluzione open source costa meno di quella
proprietaria. Molti avrebbero voglia di rispondere di botto: "usi
software liberamente scaricabile, quindi è gratis." Le cose però sono
più complicate.
Giusto per riferimento e pedanteria, ecco una lista incompleta dei
costi aggiuntivi per la PA (qui ripeto molto di ciò che è stato detto
prima):
1. training del personale;
2. integrazione del software:
* tra software analoghi ma solo parzialmente compatibili (es.
LibreOffice e Office);
* di software custom-made basato su Windows;
3. assistenza:
* per piccoli problemi risolvibili con una telefonata (a chi?);
* per grossi problemi, es. dovuti a bug del software (chi se ne fa
carico? servono professionisti, non smanettoni).
4. manutenzione
* aggiornamenti software ordinari (es. nuova versione della
distribuzione in uso)
* aggiornamenti software straordinari (es. security fix)
Per capire se conviene la soluzione open source, bisogna armarsi di
calcolatrice e vedere quanto costa ogni voce rispetto all'offerta che
Microsoft può garantire. E rimane sempre aperto il discorso su chi
paga se il software combina grossi guai.
(SOURCE: Ho lavorato come consulente per vari progetti nelle banche.
In particolare, in una banca, hanno deciso di passare a RedHat proprio
quando ci stavo lavorando. I ragionamenti erano sempre basati su
"quanto mi costa" e "se ho un guaio, chi ne risponde." Alla fine hanno
abbandonato la soluzione open source. Compito a casa: pensare a come
mai, invece, Android è così tanto di successo :-))
Ciao,
Carlo