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Re: [linux_var] Diversità di linguaggi sulle nuove piattaforme



Il 28/07/2013 19:23, Maurizio Gardini ha scritto:
Ciao,

Si, l'ho trovato molto interessante, e condivido molto di quanto ho
letto.

Se dovessimo estendere il discorso riguardo ad Android possiamo dire che
se da una parte abbiamo come appassionati di Linux la soddisfazione che
grazie a questo sistema operativo Linux (inteso nel suo senso originale,
ovvero come kernel) si è diffuso tantissimo, è altrettanto vero che se
vogliamo un'interazione col sistema come siamo abituati di solito con i
sistemi Linux, o rischiamo del nostro sbloccando il dispositivo,
rischiando pesanti conseguenze economiche con la perdita della garanzia
e nel caso di qualsiasi guasto (e perciò anche un difetto hardware di
fabbrica non correlato a problemi derivanti da un uso non appropriato
come root), oppure non lo facciamo e abbiamo un sistema che tutto
sommato è blindato nell'interazione non molto meno del per anni tanto
criticato Windows.

Se il problema sono costi e garanzia perche' non si puo' puntare sull'
acquisto di un dispostivo usato? Che giri con android.

Ci risparmia soldi e ci risparmia l' ambiente.

Dovremmo smettere di utilizzare esclusivamente il canale del "nuovo",
dopo tutto molti consumatori, sono tali, perche' motivati da un'
obsolescenza anticipata del prodotto, indotta (per la gran parte di
questi) dai grandi produttori.

I sistemi liberi ci danno la possibilita' di liberarci (che giuco di
parole XD) da questa cattiva pratica al fine di massimizzare il fatturato.


Questa è una buona idea! Il fatto è che installare Android su un dispositivo non è proprio come installare un SO Linux su PC (questo nel caso il sistema installato non ci soddisfi, come appunto può accadere su un PC). Però in effetti si potrebbe acquistare un dispositivo usato così come dici. Non ci sarebbero paranoie di buttare via soldi in caso di guasto e decadimento della garanzia. Poi sbloccarlo e magari ottimizzarlo installando una rom che lo ottimizzi meglio, magari una Cyanogenmod, o altre, oppure imparando a cucinarsene una da zero. In ogni caso già con il discorso sblocco acquisisci i privilegi di root e perciò sei libero di smanettare quanto vuoi con il dispositivo.

Non credo che win8 mobile giri su hw non all' ultimo grido, credo per
effetto indiretto del suo status di sw proprietario.


..mmmmhhh... al di là di simpatie o antipatie che si possono avere per Windows e compagnia bella, e al di là dei gusti dell'impostazione dell'interazione di questo sistema con l'utente (a molti comunque piace molto) e della NON libertà che offre, sento che per certi versi gira meglio di Android anche su dispositivi non top di gamma. Ad esempio sentivo che invece Android nella versione 4.2.2 risultava piuttosto rallentato rispetto alle precedenti versioni Jelly Bean, anche se c'è da dire che con la 4.3 hanno cercato di porre rimedio a questo problema. Infatti inizialmente col mio HTC One S ero piuttosto deluso del fatto che HTC non avesse mantenuto la parola nell'aggiornarlo alla 4.2.2, ma sentendo impressioni varie in giro tutto sommato mi sta anche bene così.


Si dice che questo viene fatto perchè altrimenti qualsiasi utente si
metterebbe a smanettare e poi aumenterebbero vertiginosamente i costi di
riparazione in garanzia da parte delle case produttrici. Ok, in parte è
vero, come è vero che va tenuto ben presente che non è "GNU/Linux", ma è
anche vero che con "Linux" abbiamo sempre inteso un sistema nel quale
abbiamo la massima possibilità di sperimentazione, di smanettamento. E
Android è tutt'altro che così.

Qualche possibilità in più c'è con i dispositivi Nexus, ma comunque la
cosa è sempre molto limitata in quanto si vorrebbe farlo anche con altri
modelli.


Forse e' meglio scindere android dall' hw.


Non si tratta di hw in quanto hw, non si tratta di caratteristiche hw, ma di modelli su cui si possono fare determinate cose per avere più libertà di scelta. Questo ovviamente per il nuovo, per l'usato ne abbiamo parlato sopra.

Con questo discorso potrebbe sembrare che sia andato OT, ma
personalmente penso che il restringere le possibilità di interagire col
sistema sia una politica generale che si riflette su vari aspetti.
Perciò si riflette sul restringere la possibilità di usare vari
linguaggi di programmazione per le applicazioni, come si riflette nel
restringere le possibilità di interagire in modo più approfondito con il
sistema.

A mio avviso, e lo dico da possessore di uno smartphone con Android e da
sviluppatore su tale piattaforma, tutto questo va nella direzione
opposta di quel senso di libertà che Linux ci ha sempre fatto
assaporare, e per il quale ci siamo appassionati ad esso.

Bye :)
Gigi

PS: mi sono focalizzato su Android, essendo particolarmente citato
nell'articolo, articolo che potrebbe essere valido comunque anche per
Apple e per eventuali altri. Però vista la situazione del mercato, e per
il fatto che con Apple penso che ci sia ancora meno possibilità di
eventuali aperture, penso che il focalizzarsi sul discorso Android sia
pertinente. Nel caso si può comunque fare un fork della discussione... :)

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