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Re: [linux_var] R: Re: Innovazione. Di tutti. Per tutti.



Ciao, concordo in parte con Carlo. Dei mille progetti pochi sono usabili ne escono pochi per tutti. Alla fine l'utente usa le cose che funzionano, non ha il tempo di crearsi tutto. Cosi è per qualsiasi oggetto della nostra vita.
Cosa usa l'utente? un browser, un elaboratore di documenti, un gestore di audio e video come vlc, un programma di posta elettronica, un messenger e poco altro.

L'innovazione è rendere queste cose semplici nell'uso da parte di qualsiasi persona, di età e di livello culturale - mentale (dal bambino all'anziano, dallo scienziato alla persona con difficoltà cognitive).

Altro aspetto: 1 euro da 500 milioni di persone creano 500 milioni di euro e la possibilità economica di cambiare qualcosa. Anche 100 euro di poche persone non permettono economicamente di creare hardware e software libero.
Se i linuxiani usassero le loro energie per creare pochi programmi finiti, i milioni di utenti potrebbero fare un'offerta.

Giovanni


Il giorno 08 giugno 2013 22:37, Carlo Pinciroli <ilpincy@gmail.com> ha scritto:
Ciao a tutti,

ecco qua la mail dopo un po' di editing. Il tema mi piace moltissimo!

Per il puro gusto della discussione, proverò ad essere una specie di
bastian-contrario rispetto a ciò che è stato detto finora :-)

Premetto che uso Linux dal 1994, quindi sono "di parte" e a favore del
software libero.

La domanda iniziale del thread è "quanto reputate Linux innovativo?"

Secondo me questa domanda in sè è ambigua. Cosa si intende qui per
"Linux" ? Il lato tecnologico, o ciò che l'utente medio considera
"Linux", ovvero l'interfaccia grafica e i programmi di uso comune?

Secondo me una domanda più significativa è: che genere di innovazione
può generare il software libero?

Questa domanda secondo me è fondamentale perché tocca la base del
processo stesso di innovazione. Questo processo è estremanente
complesso e procede grazie al contributo di moltissimi attori, uno dei
quali è appunto la comunità del software libero.

Prendiamo un esempio recente: l'iPhone. L'iPhone è l'esatto opposto di
un progetto open source. È stato sviluppato in gran segreto, le idee
sono coperte da mille brevetti, e il software è bloccato da divieti e
limitazioni. L'iPhone ha avuto un impatto planetario, e in pochi anni
ha modificato nel profondo il modo in cui comunichiamo. Con
l'AppStore, Apple ha modificato per sempre il modo in cui un utente
fruisce di software prodotto da terzi. Se non ci fosse stata Apple, la
comunità open source sarebbe arrivata allo stesso risultato?

Io dico di no, e sono supportato dal fatto che dei tentativi ci sono
stati, ed hanno fallito in modo imbarazzante (es. per un telefono con
touchscreen: http://www.openmoko.com/freerunner.html). Cosa è andato
storto?

A mio parere, ciò che è andato storto sono le limitate risorse di chi
ci ha provato.

Una veloce ricerca su github, sourceforge, ecc. mostra l'esistenza di
milioni e milioni di progetti open source.  La stragrande maggioranza
di questi progetti è incompleta o inutilizzabile. Moltissimi progetti
sono fatti da gente che vuole semplicemente imparare a
programmare. Altri progetti sono fatti da persone esperte, ma che non
hanno più avuto il tempo o i soldi per proseguire.  Tra i progetti
completi ed usabili, pochissimi sono quelli che diventano influenti,
per mancanza di visibilità.

Per questa ragione Google, qualche anno fa, ha deciso di supportare il
movimento open source con varie iniziative. Questo ha permesso di
trovare le risorse necessarie per completare e tenere in vita molti
progetti promettenti, dar loro visibilità, e creare il substrato per
ulteriori sviluppi.

Anche con le risorse di Google, però, il contributo più significativo
nei progetti open source si coagula intorno a piccole, graduali
migliorie intorno a grossi progetti che, per varie ragioni, sono
riusciti ad emergere dalla massa. Il kernel di Linux è un esempio di
questo processo.

Ho semplificato moltissimo, me ne rendo conto. Però, il punto che
voglio portare a casa, è che il software open source ha storicamente
prodotto solamente un certo tipo di innovazione, ovvero quello che può
avvenire in modo graduale, con piccoli contributi individuali. Gli
"strappi" epocali, quelli che cambiano il modo di vivere delle
persone, secondo me sono ancora appannaggio delle aziende che possono
permetterseli, perché hanno visione, risorse, ed interesse a farlo.

Ciao!
Carlo

2013/6/8 Carlo Pinciroli <ilpincy@gmail.com>:
> Ops, scusate per la mail partita per sbaglio. La sto ancora scrivendo :-)
>
> 2013/6/8 Carlo Pinciroli <ilpincy@gmail.com>:
>> Ciao a tutti,
>>
>> per il puro gusto della discussione, proverò ad essere una specie di
>> bastian-contrario rispetto a ciò che è stato detto finora :-)
>>
>> Premetto che uso Linux dal 1994, quindi sono "di parte" e a favore del
>> software libero.
>>
>> La domanda iniziale del thread è "quanto reputate Linux innovativo?"
>> Secondo me questa
>>
>>
>>
>> Io l'allargherei, e mi domanderei: quanto è innovativo il software libero?
>>
>> Il mio punto di vista è che la questione è molto complessa perché gli
>> attori in scena sono tantissimi. Il software libero è solo uno degli
>> attori, e può giocare molti ruoli, ma non tutti.
>>
>>
>>
>> 2013/6/8 Antonio Montagnani <antonio.montagnani@alice.it>:
>>> Io sono un povero di spirito, non frequento Prygogine, ma quanto scritto
>>> farebbe fuggire chiunque volesse avvicinarsi a Linux e continuerebbe ad
>>> usare il più popolare Microsoft...grazie a Dio la lista è chiusa. O non ho
>>> capito qualcosa? ?
>>>
>>>
>>> Antonio da Samsung Mobile
>>>
>>>
>>>
>>> -------- Messaggio originale --------
>>> Da: Sandra Farnedi <sfarnedi@gmail.com>
>>> Data:
>>> A: linux_var - LUG di Varese e Provincia Mailing List
>>> <talking@ml.linuxvar.it>
>>> Oggetto: Re: [linux_var] Innovazione. Di tutti. Per tutti.
>>>
>>>
>>> Il giorno sab, 08/06/2013 alle 20.04 +0200, Gianluca Zoni ha scritto:
>>>
>>>> A me sembra molto naturale pensare che l'innovazione nasca dal BAZAAR.
>>> .........................
>>> ......................................
>>>> (la cattedrale "molare" e il bazaar "molecolare" sono due condizioni
>>>> limite di un processo creativo:
>>> ............................................
>>> Proprio stamattina avevo detto che:
>>> - Il cambiamento di "forma mentis" dei linuxiani che in gran parte si
>>> sentono una schiera di eletti "consapevoli di essere nella ragione, ma
>>> anche del fatto che purtroppo non tutti sono all'altezza", sarebbe
>>> un'altra grande innovazione.
>>>
>>> ciao
>>> sandra
>>>
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>> Guarda l'apina che vola gaudente
>> A questo e quel ramo lei passa radente
>> Poi vede qualcosa, si posa su un fiore
>> Io prendo il giornale, la schiaccio e lei muore.
>>
>> Invia il necrologio a ilpincy@gmail.com.
>>
>> Look at the bee that happily flits
>> From tree to tree no branches she hits
>> Then something she sees, to the flower she flies
>> I take the newspaper, swat her and she dies.
>>
>> Send the necrology to ilpincy@gmail.com.
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Guarda l'apina che vola gaudente
A questo e quel ramo lei passa radente
Poi vede qualcosa, si posa su un fiore
Io prendo il giornale, la schiaccio e lei muore.

Invia il necrologio a ilpincy@gmail.com.

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>From tree to tree no branches she hits
Then something she sees, to the flower she flies
I take the newspaper, swat her and she dies.

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