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Re: [linux_var] Analogico e digitale [was: Re: Innovazione. Di tutti. Per tutti.]



Rispondo a questa, perché del TAF me ne importa proprio poco, ma le ho lette tutte.

On 11/06/2013 01:34, Gianluca Zoni wrote:
> Però per me è più un problema che una proposta di soluzione, anche perché 
> non sono un ingegnere... ma secondo te, non è più semplice usare l'elettronica 
> ed il digitale solo dove servono e continuare a sviluppare la meccanica? (è il 

Non ci ho mai riflettuto e a naso sembra un'idea ragionevole. Per fare un
esempio: penso sarebbe un tantino esagerato controllare l'apertura del cancello
con il proprio smartphone, al posto del tradizionale telecomandino. Questa
integrazione, magari tramite Bluetooth, sarebbe però in linea col modo di
"innovare" attuale, integrando tutto in pochi e piccoli calcolatori portatili: i
cosiddetti smartphone di oggi (i computer senza tastiera con attaccato un
ricevitore GPRS et similia), "roba" da polso o direttamente integrata in esso un
domani (no, non sto accennando alle teorie complottistiche del controllo, solo
alla "naturale" miniaturizzazione dello strumento). Però questa direzione non
credo proprio sia dettata da una "volontà superiore organizzata" da parte delle
multinazionali, mi sembra invece una più banale strategia di marketing fusa
all'idea che innovare significa "integrare ciò che puo essere integrato" e
"miniaturizziamo ciò che puo essere miniaturizzato" (cit.).
Posso darti ragione, ma al momento caso per caso.

> "rasoio di Occam") Il mio grido era rivolto contro la febbre della 
> riconversione totale: computer dappertutto, anche quando basterebbe girare una 
> manovella (senza sforzo, dati i progressi nella meccanica), per ottenere un 

In certi casi però credo che la meccanica abbia ceduto il passo all'elettronica.
Esempio: la famosa manopolina del volume. Non è malaccio avere un controllo che
non permette alla sabbia di infilarsi nel mio "oggetto" che vado ad usare anche
in spiaggia. Esempio banale, solo per dire che in certi casi non vorrei che si
demonizzasse.

Qualcosa in tema l'ho notato nelle reti sociali, specialmente quelle chiuse e
centralizzate, dove gli utenti (il vero capitale dell'azienda) sono invitati a
digitalizzare la propria vita. Non credo siano una vera innovazione, però
ammetto che hanno cambiato la vita di molte persone non solo del cosiddetto
mondo occidentale (ci sarebbe da riflettere su quel cambiamento e il rapporto
con il concetto di innovazione, ma tralascio). In questo caso credo che molte di
quelle info potrebbero rimanere in libreria, in un album fotografico, da esibire
con piacere durante un lieto ritrovo conviviale con parenti e veri amici e non
mostrarle a mezzo mondo solo perché il software indica tutti i tuoi contatti
diretti "amico". Però quì forse sono un po' old-style :) (felice di esserlo,
tutto sommato).


'sera,
  Jacopo

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